
La cottura del pane
Nel linguaggio professionale della panificazione, questa fase è chiamata cottura. Durante la cottura, il calore del forno trasforma l’impasto in pane, formando una crosta dorata e una mollica ben strutturata.
Tutto quello che c’è da sapere sulla cottura del pane
La cottura è l’ultima fase della preparazione del pane, un passaggio fondamentale per il risultato finale. È in forno, grazie al calore intenso e secco, che l’impasto si trasforma e sviluppa una crosta dorata e una mollica ben strutturata e soffice.
Quando si mescolano farina e liquidi, si formano dei filamenti di glutine che creano una rete elastica nell’impasto. Durante la lievitazione, il lievito produce piccole bolle di anidride carbonica che rimangono intrappolate in questa rete e fanno crescere l’impasto. Queste bolle permettono all’impasto di crescere e svilupparsi.
Mentre il pane cuoce, continua a lievitare. Il lievito rimane attivo finché la temperatura dell’impasto non raggiunge circa 50 °C (122 °F). Poi la sua attività si arresta, ma i gas continuano a espandersi, dando al pane un’ultima spinta prima che la struttura si stabilizzi.
Tra i 60 e gli 80 °C (140-176 °F), la struttura del glutine si fissa e libera umidità. L’amido della farina la assorbe e si trasforma in un gel che tiene insieme la mollica. Intorno ai 100 °C (212 °F), il vapore fuoriesce e la crosta comincia a dorarsi. Tra i 140 e i 150 °C (284-302 °F), gli zuccheri caramellizzano, dando alla crosta un colore più scuro e un sapore intenso.
Cottura in forno
Ogni forno funziona in modo diverso, quindi non sempre ci si può fidare della temperatura indicata. Per una maggiore precisione, usa un termometro da forno per verificare la temperatura effettiva all’interno.
Preriscalda il forno con largo anticipo, in modo che anche le pareti siano ben calde. Imposta una temperatura leggermente superiore a quella indicata nella ricetta, poi abbassala al valore consigliato non appena inforni il pane.
Evita di aprire lo sportello del forno durante la cottura. Ogni volta che lo apri, la temperatura scende e possono volerci diversi minuti prima che torni al livello impostato. Se apri il forno, potrebbe essere necessario prolungare leggermente la cottura.
Forno statico
La maggior parte dei forni statici è dotata di due resistenze separate, una in alto e una in basso. Salvo diversa indicazione, le ricette prevedono l’uso di entrambe le resistenze per una cottura uniforme.
Usando solo la resistenza superiore, la parte superiore del pane risulterà più dorata; usando solo quella inferiore, sarà invece la base a scurirsi maggiormente.
Forno ventilato (forno a convezione)
Nel forno ventilato, l’aria calda circola all’interno e distribuisce il calore in modo più uniforme. Questo permette di cuocere a una temperatura leggermente più bassa rispetto al forno statico. Grazie alla distribuzione uniforme del calore, in genere è possibile cuocere su più ripiani contemporaneamente.
Differenze di temperatura
Se la ricetta indica solo la temperatura per il forno statico o per quello ventilato, come regola generale considerare circa 20 °C (35 °F) in meno per il ventilato rispetto allo statico, per temperature superiori a 100 °C. Al di sotto dei 100 °C (212 °F). Al di sotto dei 100 °C, la differenza è solitamente minore.
Il tempo di cottura rimane generalmente invariato.


Diversi modi di cuocere il pane
- Forno a legna in pietra
Un forno a legna in pietra raggiunge spesso temperature ben superiori ai 300 °C (572 °F), permettendo al pane di cuocere rapidamente e di sviluppare una crosta croccante e friabile. Il calore si regola disponendo il fuoco o le braci in punti diversi del forno, mentre la forma a volta ne favorisce una distribuzione uniforme. - Piastra in acciaio per cottura
Una piastra in acciaio permette di ricreare nel forno di casa il calore intenso di un tradizionale forno in pietra. Il pane cresce meglio durante la cottura e sviluppa una crosta più croccante. - Cottura con vapore
Il vapore permette al pane di espandersi liberamente nelle prime fasi della cottura, riducendo il rischio che si formino spaccature e favorendo una crosta croccante e lucida. Se il tuo forno non dispone di una funzione vapore, posiziona sul ripiano più basso una teglia da forno o un piatto adatto al forno con un po’ d’acqua o qualche cubetto di ghiaccio. Verso la fine del tempo di cottura, puoi anche spruzzare leggermente la pagnotta con acqua. - Cottura in padella
Le focacce, come la focaccia croccante svedese o quella morbida, possono essere cotte in una padella senza l’aggiunta di grassi. Gli impasti lievitati, invece, danno spesso risultati migliori se cotti in una pentola in ghisa o in una casseruola con coperchio, che aiuta a trattenere il calore e il vapore.

Incidere e bucherellare il pane
Incidere o bucherellare il pane permette all’impasto di espandersi liberamente durante la cottura e di controllare dove si aprirà la crosta. Senza incisioni, il pane potrebbe spaccarsi in punti imprevisti.
Come capire quando il pane è cotto
I tempi di cottura variano a seconda del tipo di pane. Il metodo più affidabile per verificare se è pronto è usare un termometro: a cottura ultimata, la temperatura al cuore dovrebbe essere di 96-98 °C (205-208 °F).
In alternativa, capovolgi la pagnotta e picchietta il fondo. Se il suono è vuoto, il pane è pronto.
Dopo la cottura
Una volta sfornato, lascia raffreddare completamente il pane. Trasferiscilo su una griglia e, se lo desideri, coprilo con un canovaccio pulito mentre si raffredda.
Se hai cotto il pane in uno stampo, lascialo riposare al suo interno per circa 10 minuti, poi sformalo e trasferiscilo su una grata.
Per il pane integrale, spesso è meglio aspettare 24 ore prima di tagliarlo, così la mollica ha il tempo di assestarsi completamente. Il pane bianco, invece, di solito si può tagliare non appena si è raffreddato.
Accessori che pensiamo ti piaceranno





